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Memoria storica – Uccisione di Abu Ali Mustafa

Abu Ali MustafaCome oggi, diciannove anni fa, nella città palestinese di Ramallah le forze sioniste assassinavano, con due missili sparati da un elicottero militare, Abu Ali Mustafa, neoeletto Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Dopo il trasferimento della sua famiglia in Giordania Abu Ali aderì in giovane età al movimento nazionale arabo, partecipando alle mobilitazioni contro gli accordi giordano-britannici e contro l’egemonia imposta dai britannici sulla Giordania. Con l’introduzione della legge marziale in Giordania e la messa al bando dei partiti politici Abu Ali viene arrestato per la prima volta nel 1957, in seguito condannato a cinque anni di prigione con l’accusa di aver cospirato contro le autorità giordane, cinque anni che sconterà nel carcere desertico di al-Jafr.

Liberato nel 1961 torna ad esercitare il proprio ruolo nel Movimento dei Nazionalisti Arabi e gli viene assegnata la responsabilità del nord della Cisgiordania; lì lavora alla formazione di due organizzazioni, una popolare e una militare clandestina. Nel 1965 viene nuovamente arrestato dalle autorità giordane e detenuto per più mesi nel carcere di al-Zarqa.

A seguito della guerra del 1967 partecipa alla preparazione per la fase successiva e alla fondazione del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Ne diviene responsabile per i territori occupati, guida le prime pattuglie che attraversano i confini con la Palestina e si assume il compito di ricostruire l’organizzazione e di formare cellule militari segrete, coordinando l’attività di Cisgiordania e Striscia di Gaza.

In seguito gli viene affidata la responsabilità militare del Fronte in Giordania; guida le forze militari del partito durante il Settembre Nero e gli eventi di Jerash-Ajloun del luglio 1971. Con l’uscita della presenza militare palestinese dalla Giordania si trasferisce in Libano e lì continua il suo lavoro dove, nel 1972, durante il Terzo Congresso, diventa Vicesegretario Generale del Fronte.

Continua negli anni a portare avanti i suoi doveri, rappresenterà il FPLP all’interno del Consiglio Nazionale Palestinese, al Consiglio Centrale e Comitato Esecutivo dell’OLP dove si batterà contro la linea arrendista disposta ad accettare compromessi, linea rappresentata dalla destra palestinese e che avrebbe portato negli anni successivi al contenimento della Prima Intifada e alla creazione di un’autorità palestinese al servizio degli interessi sionisti.

Nel settembre del 1999, a seguito di una decisione dell’Ufficio Politico del Fronte, Abu Ali torna nei territori occupati dove porta avanti il lavoro di ricostruzione e riorganizzazione partitica. Con il Sesto Congresso viene eletto Segretario Generale con l’unanimità dei voti del Comitato Centrale Generale.

Con lo scoppio della Seconda Intifada cominciano ad apparire i frutti del lavoro di riorganizzazione delle strutture partitiche e militari del Fronte portato avanti da Abu Ali negli anni precedenti – l’entità sionista, consapevole del pericolo che Abu Ali rappresentava per essa e per i suoi interessi, lo assassina con un missile direzionato contro l’ufficio del FPLP in cui si trovava.

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